*ESSERE IDIOTI NON E’ PIU’ UNA SCELTA*
17 Mag
Vedete il video fino alla fine.
Un passaggio del film che spiega esattamente su cosa si fonda la stabilità delle banche e le possibilità di declino, uno sulla percezione di sicurezza e stabilità che riesce a infondere al cliente, l’altro sulla liquidità disponibile reale, non appena inizia il declino della sicurezza percepita dai correntisti inizia la richiesta da parte di questi ultimi dei propri soldi con conseguente chiusura della banca per mancanza di fondi, in questo contesto la maggior parte dei clienti non vedranno più una lira, sorry un cent!
Questo fantasioso film in questo passaggio rispecchia esattamente la dinamica di quel che succede nella realtà, il casino della Northern Rock ne è un esempio concreto dei giorni nostri, da notare nella finzione filmica l’avidità del banchiere che rischia tutto per soli due penny, questo personaggio vi ricorda qualcuno che avete conosciuto nella vita reale? … magari nella vostra “fidata” banca?
La seduzione ha molte facce e a volte veste in giacca e cravatta!
16 Mag

Altra bella notizia d’oltre frontiera, questa proviene dalla Spagna che se continua di questo passo sarà più vicina all’Argentina che all’Europa.
Come ho accennato più volte in questi mesi la Spagna scricchiola, malgrado la Tv negli ultimi tempi se ben ricordo dava una fotografia diversa della Spagna, come di un paese in corsa e senza problemi quasi da prendere a modello, meglio lasciar perdere l’Italia soffre già bene di suo …
La notizia calda calda è che gli spagnoli hanno deciso che è meglio vivere in tenda piuttosto che in nuovi e moderni appartamenti, questa è la sola considerazione che si può fare se si pensa che dall’inizio dell’anno i maggiori gruppi immobiliari come Reyal Urbis, Acciona Inmobiliaria, Realia, Metrovacesa, Vallehermoso, Martinsa-Fadesa, e Parquesol che sono quelli più grossi, dichiarano un crollo delle vendite di quasi il 74% con conseguenze drammatiche sul valore degli immobili, cosette da nulla!
La corsa alla casa con mutuo “muy facil” ha infinocchiato milioni di spagnoli, considerando che il settore edilizio era quello che ha trainato il paese in questi anni e che ha creato quel benessere illusorio con posti di lavoro a centinaia di migliaia, è facile immaginare una disoccupazione in fase di partenza per una corsa al galoppo, ultimo dato, 2844 sono le aziende scomparse nel settore immobiliare, di cui 2010 agenzie e 834 aziende edili, possibile che i media italiani ste cosette non le reputino interessanti?
Pare proprio di no, almeno se si va a vedere un quotidiano online le notizie sono alcune di cronaca ed il resto tutto tette e culi stile gossip, l’Italia è diventata il grande fratello siamo protetti ermeticamente come dentro la casa … il brutto sarà quando qualcuno incomincerà a rompersi i coglioni e vorrà uscire!
Piccola comparazione giornalistico-economica:
A leggere il sole 24 ore pare che la Spagna se pur in crisi tutto sommato riesce a fare degli interventi, o meglio a scriverli nelle note, poi se li farà o riuscirà a fare ciò che promette sono un bel paio di maniche di differenza, invece secondo il giornale spagnolo gli spagnoli sono quasi alla canna del gas, e infatti El Pais scrive:
La Spagna è stato uno dei più potenti paesi dell’Unione europea negli ultimi dieci anni, ma ora è uno delle peggiori economie dove si colloca la crisi internazionale, tanto più che la siccità dei mercati finanziari ha aggravato il crollo del suo settore immobiliare.
E meno male che in Italia abbiamo il sole 24 ore, pensa se faceva pure notte!
16 Mag

Nientepopòdimenoché il 50% in meno nel solo primo quadrimestre 2008, JC Penny uno dei colossi della distribuzione americana dove notoriamente la merce costa già poco ora fanno sconti ancora più corposi, ma pare che la gente possa fare a meno di giacche, pantaloni e magliette, gli americani non sono stati sedotti dal prezzo, prima la pagnotta poi la cravatta!
Nel 2007 la perdita è stata di oltre il 40% ed i primi quattro mesi di quest’anno danno un chiaro segnale sull’andamento fino alla fine del 2008, fatto è che se le vendite proseguiranno con tendenza a picco nei prossimi mesi la situazione non sarà certo facile, tuttavia un dato positivo c’è, le azioni in borsa hanno recuperato parte delle perdite di questi ultimi mesi, niente non è, ma potrebbe essere solo un assestamento o una fase pre-abbandono, ovvero è possibile che qualcuno abbia delle grosse fette azionarie e vuole sbolognarle in previsione di un futuro non remoto azzeramento, i primi interessati in questi casi sono i maggiori azionisti … speriamo sia solo fantasia almeno per i piccoli investitori.
La situazione in Italia è strana, o meglio non si sà un cazzo o quasi di come vanno realmente le cose, ma noi siamo un popolo a cui piace le sorprese!
Un segnale chiaro però c’è, ovvero anche il penny non vale più un cazzo!
15 Mag

La “bibbia” del giornalismo italiano, dal Corriere a sua volta tratto da Repubblica:
… Anche se dopo il suo arresto non ha più visto il giornalista Travaglio, l’ex maresciallo Ciuro ricorda bene quella vacanza al «Golden Hill» con Travaglio e il dottor Ingroia durante la quale «si stava insieme, si giocava a tennis e si facevano lunghe chiacchiere a bordo piscina ma poi ognuno faceva la sua vita anche perché c’erano i figli piccoli». E il conto? «Di questa vicenda io non ne so niente, lui ebbe i contatti con la signora del residence. Per il pagamento se l’è vista lui, io non me ne occupai». Più di un dubbio, invece, ce l’ha l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello: «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio». Qui finisce la storia di una vacanza di tanti anni fa, uno di quegli episodi che possono capitare a chiunque ceda alla tentazione di mischiare villeggiatura, amicizie di lavoro e qualche equivoco di troppo. Ricorrendo alla saggezza di Pietro Nenni, istillata ai giovani socialisti a un congresso del Psi, si potrebbe parafrasare: «A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura».
Dino Martirano
Travaglio hai visto a forza di “rompere i coglioni” hanno trovato pure per te “la storiella” equivoca di frequentazioni mafiose, così ti impari a rompere i coglioni, fatti i cazzi tuoi!
Per gli eventuali e futuri giornalisti imparate dal Corriere e Repubblica come si fà giornalismo, questo è un esempio di giornalismo killer vendicativo creato ad-hoc, su commissione come una vera e propria eliminazione fisica, ma si rischia di meno e la penna non lascia tracce al test della paraffina, però questo giornalismo implica una condizione fisico-igienica, avrete sempre l’alito che puzza di merda conseguenza della lingua attaccata al culo del padrone, sciuoò accucciaaaa!
Da grande vorrei essere un mafioso e pezzo di merda come Travaglio!
La replica di Travaglio:
Caro direttore, D’Avanzo è liberissimo di ritenere che i cittadini non debbano sapere chi è il presidente del Senato. Io invece penso che debbano sapere tutto, che sia nostro dovere informarli del fatto che stava in società con due personaggi poi condannati per mafia, che si occupava di urbanistica come consulente del comune di Villabate, controllato dal clan Mandalà, anche dopo l’arresto del figlio del boss e subito prima dello scioglimento per mafia.
Perciò l’ho scritto (dopo valorosi colleghi come Lillo, Abbate e Gomez) e l’ho detto in tv presentando il mio libro. Anche perché la Procura di Palermo sta ancora vagliando le dichiarazioni rese nel 2007 dal pentito Francesco Campanella, già presidente del consiglio comunale di Villabate e uomo del clan Mandalà, sul piano regolatore che, a suo dire, il boss aveva “concordato con La Loggia e Schifani” (Ansa, 10 febbraio 2007).
Ciò che non è consentito a nessuno, nemmeno a D’Avanzo, è imbastire una ripugnante equazione tra le frequentazioni palermitane del palermitano Schifani e una calunnia ai miei danni che - scopro ora - sarebbe stata diffusa via telefono da un misterioso avvocato: e cioè che l’imprenditore Michele Aiello, poi condannato per mafia in primo grado, mi avrebbe pagato un albergo o un residence nei dintorni di Trabia. La circostanza è totalmente falsa e chi l’ha detta e diffusa ne risponderà in tribunale.
Potrei dunque liquidare la cosa con un sorriso e un’alzata di spalle, limitandomi a una denuncia per diffamazione e rinviando le spiegazioni a quando diventerò presidente del Senato. Ma siccome non ho nulla da nascondere e D’Avanzo sta cercando - con miseri risultati - di minare la fiducia dei lettori nella mia onorabilità personale e nella mia correttezza professionale, eccomi qui pronto a denudarmi.
Se questo maestro di giornalismo avesse svolto una minima verifica prima di scrivere quelle infamie, magari rivolgendosi all’albergo o dandomi un colpo di telefono, avrebbe scoperto che: 1) non ho mai incontrato, visto, sentito, inteso nominare questo Aiello fino al giorno in cui fu arrestato (e comunque, non essendo io siciliano, il suo nome non mi avrebbe detto nulla); 2) ho sempre pagato le mie vacanze fino all’ultimo centesimo (con carta di credito, D’Avanzo può controllare); c) ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino.
Il primo anno trascorsi due settimane nell’albergo con la mia famiglia, e al momento di pagare il conto mi accorsi che la cifra era il doppio della tariffa pattuita: pagai comunque quella somma per me esorbitante e chiesi notizie a Ciuro, il quale mi spiegò che c’era stato un equivoco e che sarebbe stato presto sistemato (cosa che poi non avvenne). L’anno seguente affittai per una settimana un bungalow ad Altavilla, pagando ovviamente la pigione al proprietario. Ma i precedenti affittuari si eran portati via tutto, così i vicini, compresa la signora Ciuro, ci prestarono un paio di cuscini, stoviglie, pentole e una caffettiera. Di qui la telefonata in cui parlo a Ciuro di “cuscini”. Ecco tutto.
Che c’entri tutto questo con le amicizie mafiose di Schifani, francamente mi sfugge. Qualcuno può seriamente pensare che, come insinua D’Avanzo, quella vacanza fantozziana potrebbe rendermi anche solo teoricamente ricattabile da parte della mafia o addirittura protagonista di “una consapevole amicizia mafiosa”? Diversamente da Schifani, non solo sono un privato cittadino. Non solo non sono mai stato socio né consulente di personaggi e di comuni poi risultati mafiosi. Ma non ho mai visto né conosciuto mafiosi, né prima né dopo la loro condanna. Chiaro? Se poi questo è il prezzo che si deve pagare, in Italia, per raccontare la verità sul presidente del Senato, sono felice di averlo pagato.
Ps. Su una sola cosa D’Avanzo ha ragione. Tra i miei ex direttori, ho dimenticato quello del “Borghese”: Daniele Vimercati. Era uno splendido e libero giornalista. Purtroppo non c’è più, l’ha portato via a 43 anni una leucemia fulminante. Mi manca molto.
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